Musica No. 238 (Gennaio 2006)

4 STELLE

Con molti eccezioni, e senza pretendere di giungere a descrivere in poche parole una realtà complessa ed articolata, si può affermare che la condizione femminile nelle classi più elevate della società italiana a cavallo fra Cinquecento e Seicento rappresentasse un equilibrato compromesso fra la tradizione conservatrice cristiana controriformata e le aspirazioni umanistiche, portato della più raffinata cultura rinascimentale. La fine del Cinquecento e gli esordi del Seicento appaiono come un periodo relativamente favorevole per lo sviluppo du un'arte al femminile, e i nomi di pittrici professioniste quali Sofonisba Anguisola, Fede Galizia e Artemisia Gentileschi trovano il loro equivalente musicale nel celebre Concerto delle donne di Ferrara e in Maddalena Casulana (la prima donna a cui viene data l'opportunità di pubblicare a stampa un libro di madrigali nel 1568). In questo ambito si muovono anche le protagoniste dell'antologia approntata dall' ensemble La Villanella Basel: due di loro - Caterina Assandra e Isabella Leonarda - sono monache la cui parabola artistica ed umana si compie nel nord Italia, a Milano e a Novara; è dunque religiosa la loro ispirazione, che si esplicita in delicati mottetti latini, ma anche in preziose intavolature e suonate. Cantate, ariette e madrigali sono viceversa il retaggio profano delle più cosmopolite Vittoria Aleotti, Francesca Caccini e Barbara Strozzi, tutte « figlie d'arte » allevate da architetti, musicisti, e poeti in vista rispettivamente nell'ambiente ferrarese, fiorentino e veneziano.
Con bella voce e impostazione un tantino « teutonica » (gli acuti suonano sempre fissi e la pronuncia italiana non è sempre impeccabile) il soprano Heike Pichler-Trosits è abile nel ricreare atmosfere raffinate e nel riportare in vita partiture (ed autrici) che in alcuni casi non hanno nulla da invidiare all'arte dei più celebrati colleghi uomini. Il sostegno alla voce - la vera protagonista dell'incisione - e garantito da un valido e preciso ensemble (anche questo tutto al femminile) che sa farsi valere nelle parentesi esclusivamente strumentali grazie all'intonazione irreprensibile, al buon gusto nella scelta dei tempi e per la gioia di far musica insieme che sa trasmettere all'ascoltatore. Ottima la registrazione digitale, ben equilibrata e pulita, e molto esaustivo anche il saggio storico incluso nel booklet.

Mario Marcarini